C’era una volta,
in un angolo nascosto del mondo digitale, un luogo incantato chiamato Ufficio dei Miracoli. Non era un castello, né una bottega di alchimisti, ma un regno segreto dove ogni giorno accadevano prodigi invisibili agli occhi dei comuni mortali. Qui, fra schermi luminosi e scaffali colmi di segreti tessili, lavorava una compagnia straordinaria.
Al comando vi era Ginevra, la regina danzante, che muoveva il suo regno con la grazia di una ballerina e la fermezza di una sovrana. Nulla sfuggiva al suo sguardo attento: ogni miracolo doveva avvenire con precisione e armonia…
Accanto a lei, nei laboratori della luce e del colore, c’erano Irene e Lisa, le maghe dell’immagine. Con un semplice tocco trasformavano il banale in straordinario, correggevano ombre, domavano sfumature e donavano ai tessuti un’aura incantata.
Nelle segrete del palazzo, fra torri di scatole e sentieri di pacchi sigillati, viveva Alberto, il guardiano del magazzino. Nessun articolo si perdeva sotto la sua sorveglianza: ogni capo trovava la sua strada come per magia.
C’era poi Alessia, l’architetta della collezione uomo 7x8 FLR. Disegnava le trame del futuro con intuizione e maestria, creando abiti che avrebbero vestito cavalieri moderni in cerca di stile.
Claudia, la saggia, conosceva il linguaggio delle terre lontane. Con una parola poteva aprire porte invisibili e decifrare antichi codici di comunicazione…
E poi c’era Gemma, l’oracolo della pazienza. Nessun cliente poteva turbarla: con voce serena e gesti misurati, placava tempeste e scioglieva dubbi, rendendo ogni esperienza un viaggio senza ostacoli.
Infine, tra pergamene virtuali e inchiostro digitale, sedeva Sergio, il cantastorie del regno. Narrava le gesta della corte, intrecciando parole che accendevano l’immaginazione e portavano il nome dell’Ufficio dei Miracoli in ogni angolo del reame.
E così, ogni giorno, in quel piccolo regno nascosto tra le trame del digitale, questi artigiani della meraviglia trasformavano il caos in bellezza, il disordine in armonia. Nessuno sapeva come facessero, ma ogni volta, come per incanto, il miracolo si compiva.